lunedì 5 agosto 2013

Pomodorini secchi fatti in casa

 
Ed ecco a voi uno dei prodotti più famosi di Pachino: il pomodoro ciliegino di Pachino (I.G.P.).
Chi non lo conosce? Si tratta di un pomodoro davvero delizioso, così piccolo e così saporito. Mangiato qui, a casa sua (vi ricordo che mi trovo in vacanza proprio a Pachino!), è ancora più buono, forse perché arriva in tavola dopo essere stato raccolto a giusta maturazione direttamente dalla pianta! Noi al nord dobbiamo accontentarci del prodotto maturato in vaschetta e, permettetemi se faccio la sofisticata, la differenza si sente! Eccome se si sente!
La gente di qui, poi, in fatto di pomodoro c'ha il palato fino e non gli basta mica che il pomodoro sia rosso e tondo... Nooo! Deve essere acido ma non troppo, dolce ma non insipido... insomma, qui non ci si accontenta facilmente. Vi dico solo che mio suocero si è fatto un giro per le serre, assaggiandone di varia qualità e solo dopo un'attenta valutazione ha portato a casa le nostre cassette: 30 chili di meraviglioso ciliegino I.G.P. che, una volta essicato, si è poi ridotto a soli 5 chili e mezzo.
ESSICAZIONE DEL POMODORO
Ogni volta che passiamo le vacanze estive qui a Pachino è d'obbligo dedicare qualche giorno all'essicazione  dei pomodorini. Conservati gelosamente non mancano mai sulla tavola di Natale e, con un po' di sacrificio li facciamo arrivare anche su quella di Pasqua! Ma non è un prodotto che interessa solo a noi... Amici, colleghi, genitori, parenti e affini, abituati a riceverli in dono, non potrebbero più farne senza!
Si comincia con la mondatura del ciliegino e con il lavaggio del prodotto.
Poi si taglia a metà il pomodorino, lasciandoci però un lembo integro che mantenga unite le due metà. Questo agevola l'operazione di "giratura" del prodotto durante la sua essicazione.
Si procede poi alla salatura del pomodoro. Viene distribuita una generosa quantità di sale-fino su tutto il pomodoro steso al sole.
Sarà ora proprio il sole a continuare l'opera iniziata dalle mani dell'uomo... Il sole di Sicilia! Quello capace di ingiallire le lenzuola stese ad asciugare e di renderle della consistenza della carta da pacchi!
Non provate ad essiccare il pomodoro in Val Padana! Se non disponete del sole dell'estremo sud la muffa è assicurata. Io vi ho avvisati.
Dopo essere rimasti stesi al sole a pancia all'aria per due intere giornate, vengono girati sottosopra, con le bucce rivolte all'insù. Trascorsa un'ulteriore giornata di sole vengono raccolti e sbollentati in acqua non salata, giusto qualche minuto, fino alla ripresa dell'ebollizione. Questo passaggio serve a togliere il sale in eccesso e a renderli più morbidi.
Vengono ora stesi al sole nuovamente e lasciati asciugare per un'altra mezza giornata.
I pomodorini sono quindi pronti per essere sistemati nelle bustine che li conterranno dapprima in frigorifero e poi nel freezer.
Una volta a casa verranno mescolati ad aglio e basilico freschi, introdotti in vasetti di vetro con chiusura ermetica che saranno successivamente riempiti del miglior olio extra vergine d'oliva. Dopo qualche giorno di marinatura il prodotto sarà pronto per essere gustato.
Sgocciolato può essere inoltre tritato finemente (con il Bimby o con un semplice frullatore) ed usato come patè per crostini o per il condimento della pasta.

giovedì 25 luglio 2013

Vacanze in Sicilia: Marzamemi.

E siccome "non di solo pane vive l'uomo", oggi non vi proporrò alcuna ricetta.
  
Vi parlerò invece di un luogo che frequento ormai da una decina d'anni, da quando cioè, conosciuto l'uomo della mia vita, le vacanze estive è d'obbigo trascorrerle dai suoceri a Pachino (SR).
Questo posticino si chiama Marzamemi, ed è un piccolo ed antico borgo di pescatori, frazione marinara di Pachino,  il cui nome deriva dall'arabo Marsà al-hamām e cioè "Baia delle tortore", in quanto tappa obbligata del passaggio di questi volatili nelle loro migrazioni.
Il borgo è nato come porto da pesca, attività molto praticata ancor oggi, porto che possiede anche una tonnara, tra le più importanti della Sicilia, risalente al tempo della dominazione degli arabi.
Attorno a questa florida attività marittima nel 1752 fu costruito il palazzo e la chiesa della tonnara, e le pittoresche casette dei marinai.
E'  proprio grazie a questa e a qualche altra tonnara siciliana che possiamo apprezzare le carni dei pregiatissimi tonni rossi, usati anche per il sushi. Vi consiglio una  capatina da queste parti nel mese di giugno, mese dedicato alla pesca del tonno, per assaggiare il delizioso "tonno alla ghiotta", cotto in umido tassativamente con pomodorini ciliegino di Pachino. Se lo volete assaggiare in purezza lo troverete straordinario anche cucinato semplicemente alla piastra: vi sembrerà di mangiare il filetto di manzo più tenero e delicato della vostra vita. Ovviamente non fatevi scappare l'opportunità di assaggiarlo crudo... Io impazzisco per questa delizia! 
 
Se posso consigliare un localino in questa zona dove pranzare o cenare opterei sicuramente per il Giramapao, dove, con un po' di fortuna, potrete trovare anche i ricci di mare, serviti a tavola ancora vivi nei loro mezzi gusci! Spettacolo! Non per nulla ho scelto di festeggiare qui il battesimo di mia figlia e ancora ricordo la bontà e la freschezza di ogni piatto. Per me il Giramapao, da questo punto di vista, resta sempre una garanzia.
 
Altre delizie dell'orto e del mare le potete trovare da Campisi, una ditta che dal 1854 porta in tavola il sapore della terra e del mare di quest'angolo di Sicilia attraverso l'arte della conservazione sott'olio o sotto sale dei migliori prodotti ittici ed agricoli. Effettua anche spedizioni in tutt'Italia direttamente dal sito on-line. Meglio di così!

mercoledì 10 luglio 2013

La focaccia golosa di Vivi



Voglio riproporre una ricetta di Viviana. Lei è davvero bravissima e le sue ricette sono sempre molto interessanti. Vale la pena di dare un'occhiata al suo blog "Vivi in cucina". Vi piacera!
Si tratta di una delle focacce salate che più mi hanno colpito negli ultimi tempi e mi ero già riproposta di provarla. Ieri sera ho preparato tutto, l'ho messa a lievitare in frigo e stamattina, dopo averla estratta dal frigo e portata a temperatura ambiente (per circa 2 ore e mezza), l'ho infornata.
L'idea era quella di portarla in piscina per il pranzo sotto l'ombrellone, ma stamattina la nuvola del ragionier Fantozzi si è presentata puntuale all'appuntamento con la mia giornata di riposo settimanale e la nuotata in piscina è stata rimandata ad altra data.
Così sta focaccia saremo costretti a gustarcela a casa... Poco male. Manca davvero poco alle ferie in Sicilia! Come ogni anno finirà che riusciremo anche a stancarci di tanto sole e mare!

Consiglio a tutti di provare questa soffice e goduriosa focaccia... E' una vera bontà! La migliore che abbia mai fatto.
Ingredienti:
400 gr. di farina (di cui 80gr. di Manitoba e 320gr. di farina 0 per pane e pizze)
200 gr.di latte parzialmente scremato (quello intero l'ho bandito per la dieta)
40 gr. di burro fuso (ho usato quello chiarificato della Prealpi)
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino abbondante di sale (circa 8-9 gr.)
mezzo cubetto di lievito di birra (12 gr. circa)
le fette fritte di una melanzana tonda grande
una confezione di Galbanino
una decina di pomodorini ciliegino di Pachino
scaglie di grana o pecorino
sale, olio E.V.O., origano
Sciogliere il lievito nel latte, aggiungere lo zucchero e la farina Manitoba. Lasciar agire il lievito per circa mezz'ora. Aggiungere il burro sciolto, la rimanente farina e per ultimo il sale. Lavorare l'impasto. Dividerlo a metà e formare due dischi.
Ungere una teglia tonda del diametro di circa 28cm. Posizionare il primo disco di pasta sul fondo.
Distribuire sopra alla pasta le melanzane fritte e salate (io le ho fatte al forno). Sopra alla melanzane distribuire le fette del Galbanino. Chiudere con il secondo disco di pasta.
Decorare con i ciliegini tagliati a metà, versare qualche filo di buon olio e.v.o. e finire con sale, origano e scaglie di grana.
Dopo circa due ore di lievitazione infornare a 200° per circa mezz'ora.

lunedì 1 luglio 2013

Le friselle pugliesi - la mia nuova dieta gustosa


Girovagando per i blogs ho scoperto una ragazza fantastica, Giovanna di "Mangia... senza pancia" , che affronta questa battaglia con i chili di troppo con una caparbietà davvero notevole e che mi ha dato lo spunto per iniziare un nuovo percorso.
Vorrei cominciare a sperimentare delle ricette light, alla ricerca del giusto compromesso tra i capricci della gola ed i centimetri del giro vita! Che ne dite? Ce la farò? L'importante è cominciare! E chi ben comincia è a metà dell'opera, no?

Inizio allora da queste friselle pugliesi, come viste fare da Giovanna! Io ho sostituito il tonno con qualche alicetta sott'olio ed ho quindi omesso anche il misero cucchiaino d'olio.

Tre friselle pugliesi grandi (una per persona)
un cestino di pomodorini ciliegino I.G.P. Pachino
6 foglie di basilico fresco
un po' d'aglio in polvere
una manciata di capperi
8 alici sott'olio
sale q.b.

Ho inzuppato le friselle due - tre volte nell'acqua fredda e fatte sgocciolare. Le ho riposte sopra un letto di grandi foglie di lattuga.
In una ciotola ho preparato i pomodorini tagliandoli a pezzetti, salandoli, aggiungendo dell'aglio in polvere, le foglie di basilico spezzettate, i capperi leggermente tritati e le alici spezzettate. Ho amalgamato il tutto e distribuito sulle friselle, aggiungendo anche il brodetto rimasto sul fondo della ciotola.
Ovviamente un giretto di buon olio extravergine d'oliva avrebbe completato ancora più egregiamente il piatto, ma il risultato è stato comunque eccellente. Piatto estivo gustoso, profumato, dietetico e riempi-stomaco! Da rifare. 

lunedì 3 giugno 2013

Treccia danese con mandorle e lamponi

Era da un po' che volevo realizzare questa ricetta di Benedetta Parodi.
Questa treccia si presenta davvero benissimo ed è anche molto buona. Ideale per una prima colazione o per la merenda dei vostri bimbi! Sono rimasta soddisfatta anche dell'impasto, che è praticamente un pan brioche dolce, ma che, diversamente da altri pan brioche fatti in precedenza non ha un 'aroma di lievito così pronunciato. 
La marmellata scelta è ovviamente quella ai lamponi così, gustandomi questa treccia, mi sarà ancora più facile immergermi nello studio delle ricette concorrenti al contest appena scaduto. Datemi un po' di tempo per la valutazione e poi arriverà anche il verdetto! Intanto un forte abbraccio a tutte e a tutti per la vostra partecipazione! Siete stati tutti, tutti, tutti magnifici!

Ingredienti per l'impasto:
325 gr. di farina
mezzo panetto di lievito di birra
125 ml di latte
60 gr. di burro
50 gr. di zucchero
mezzo uovo
la scorza di un'arancia (o di un limone)
un pizzico di sale
Per il ripieno:
1 vasetto di marmellata ai lamponi
mandorle a lamelle qb
Per la glassatura esterna:
mezzo uovo
zucchero di canna qb
Procedimento:
Stemperare il lievito nel latte, poi unite il burro fuso e raffreddato, mezzo uovo (sbattete un uovo intero in una tazza con una forchetta e prelevatene metà), la scorza d'arancia, zucchero, farina e per ultimo un pizzico di sale. Impastare per circa 10 minuti aiutandovi con un robot (io con il Bimby).
Formare un panetto e lasciare lievitare coperto almeno per un'ora.
Stendere l'impasto sopra alla carta forno. Aiutandosi con uno stampo da plumcake disegnare una forma rettangolare al centro della pasta che faccia da guida per le nostre incisioni tutt'attorno al rettangolo, così come indicato qui sotto ed anche in questo sito qui.
 
 
Farcire il rettangolo centrale con la marmellata e le mandorle, poi richiudere le striscioline di pasta alternando quelle destre con le sinistre in modo da formare una treccia.
Spennellare con il mezzo uovo sbattuto rimasto e spolverizzare con zucchero di canna.
Infornare per 30 minuti circa a 180 gradi.
Inutile dirvi quanto sia buona! Bisogna assolutamente provarla.



domenica 2 giugno 2013

Clafoutis di ciliegie


Forse non tutti sanno che solo quello fatto con le ciliegie può chiamarsi "clafouitis", mentre se viene realizzato con qualsiasi altra frutta prende il nome di "flognarde"!
Il clafoutis veniva preparato dalle contadine di Limousin con delle ciliegie selvatiche intere dal nocciolo particolarmente profumato. Gli uomini usavano portare questo dolce con se'  come merenda da consumare durante la giornata di lavoro nei campi... 
Questi francesi sono sempre così chic... Altro che noi italiani ed il nostro volgare "pane e salame" (direbbe  Carlà)!

Ed ecco la ricetta, velocissima!
Ingredienti:
500 gr. di ciliegie
50 gr. di zucchero semolato

per la pastella:
3 uova
280 ml di latte
20 ml. di brandy
125 gr. di farina 00
80 gr. di zucchero a velo
una bustina di vanillina
un pizzico di sale

burro q.b. per ungere una tortiera

Denocciolare le ciliegie e farle macerare per circa mezz'ora in 50 gr. di zucchero.
Nel frattempo accendete il forno a 180° ed ungete la vostra tortiera con del burro.
Io ho realizzato la crema nel Bimby, ma potete utilizzare tranquillamente anche una semplice frusta elettrica.
Sbattete le uova con lo zucchero a velo, la vanillina ed il pizzico di sale per circa 5 minuti a vel. 4.
Aggiungete la farina ed azionate a vel.3 per 1 minuto. Inserite ora gradualmente il latte con il brandy e frullate per 1 minuto sempre a vel.3.
Distribuite le ciliegie sul fondo della tortiera e poi versatevi a filo la crema.
 
Infornate per 40-45 minuti. Sfornate e lasciate intiepidire. Spolverate con zucchero a velo e gustatevi questa bontà ancora tiepida! E' strepitosa! Veloce, sana... mi sa che la rifarò presto!
A revoir!



domenica 19 maggio 2013

Quiche agli asparagi

Questa quiche con gli asparagi l'avevo provata a Pasqua ed è stata un successone, tanto che oggi ho voluto rifarla e proporla anche a voi! Ha un sapore molto delicato ed è un'ottima idea come antipasto, visto che oltre a presentarsi bene è anche molto leggera.
Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
2 mazzetti di asparagi verdi (tipo sottile)
4 uova
125 gr. panna liquida fresca
100 gr. parmigiano grattugiato
sale, pepe e noce moscata
pangrattato
poco burro
 
Procediemento:
Pulire gli asparagi, pareggiarli tagliandoli alla base del gambo. Lessarli per circa 15 minuti in acqua salata e poi sgocciolarli e farli raffreddare.
Stendere la sfoglia in una teglia rettangolare (perfetta anche quella di alluminio usa e getta) lasciandoci sotto la carta forno della confezione. Bucherellare la superficie con i rebbi di una forchetta e spolverare con due tre cucchiai di pangrattato.
Adagiarvi gli asparagi in due strati mettendoli in fila e alternando i gambi con le punte. Versarvi sopra la crema preparata frullando le uova con la panna, il formaggio, poco sale e le spezie.
Spolverare la superficie con altro pangrattato e qualche fiocchetto di burro.
Infornare a 180° per circa 40 minuti.
 
Se possedete il Bimby provate a farvi la pasta sfoglia fatta in casa! E' semplice e veloce.
Ingredienti:
- 200 gr Farina 00
- 200 gr Burro Congelato a Pezzetti (3 ore nel frizer)
- 70 gr Acqua ghiacciata (20 minuti nel frizer)
- 10 gr Sale
Versate nel boccale farina, burro, sale e acqua fredda. Impastate per circa 30 secondi a velocità 5, finché l’impasto non si compatta.
Togliete l’impasto dal boccale e stendete con il mattarello dandogli una forma allungata rettangolare.
Ripiegate la sfoglia in 3 pezzi sovrapponendoli.
Girate 1 volta in senso orario a 90° e stendete nuovamente in forma allungata e rettangolare.
Ripetete l’operazione per 9 giri complessivi.
Mettete la pasta a riposare in frigo per 20 minuti.
Stendetela ed utilizzatela come preferite.
Volendo, potete anche congelarla già stesa e arrotolata su carta forno.

domenica 5 maggio 2013

Pane senza impasto

Questa è la scoperta dell'anno!
Delle ciabatte croccanti fuori e morbide dentro che si realizzano in un battibaleno utilizzando semplicemente una ciotola ed una forchetta... Ma chi l'avrebbe mai detto?
Grazie al suggerimento della mia cuginetta Simo mi sono imbattuta in questa ricetta, scovata in Cookaround, ma a quanto pare postata originariamente da Adele del blog La cucchiariella . Ringrazio quindi Adele, semmai passasse da queste parti, per aver voluto condividere questa furbata di ricetta con tutti noi!
Gli ingredienti previsti sono:
500 gr. di farine miste (io 100 di Manitoba, 100 di semola rimacinata, 300 di farina 0)
370 gr. di acqua tiepida (37°)
mezzo cubetto di lievito di birra (12,5 gr.)
1 cucchiaino di miele di acacia (dal sapore non troppo forte)
2 cucchiaini di sale (circa 10-12 gr.)
Procedimento:
In una ciotola capiente mescolare le farine. In un altro recipiante sciogliere il lievito nell'acqua tiepida dopo avervi aggiunto anche il cucchiaino di miele.
 Versare questo liquido a filo sulle farine mescolando velocemente con una forchetta. Appena la farina avrà raccolto il liquido aggiungere anche il sale (che va sempre aggiunto per ultimo, perchè ammazza il lievito!) e continuare a mescolare per distribuirlo nell'impasto uniformemente. Con un leccapentola cercate di raccogliere la pasta, che risulterà granulosa ed appiccicaticcia, tutta in fondo alla ciotola. Spolverizzate la superficie dell'impasto con abbondante farina di semola. Chiudete il recipiente ermeticamente con della pellicola e lasciatelo lievitare almeno un'ora e mezza (ma se lievita di più male non gli fa, anzi!).
Terminata la lievitazione infarinate il piano di lavoro con della farina di semola e rovesciatevi l'impasto facendolo scendere delicatamente dalla ciotola alla spianatoia. Questa è la fase più cruciale e impegnativa perchè dovrete cercare di mantenerre quanto più intatto possibile il pane lievitato, evitando di schiacciarlo e di rovinare così il lavoro del lievito! Dovrete cercare di lasciare la parte superiore (quella infarinata) il più possibile intatta e sempre rivolta verso l'alto. Se avete un leccapentole usatelo, facendolo passare dietro alla pasta, staccandola in questo modo dolcemente dalla ciotola. A questo punto con una spatola infarinata o con una rotella taglia pizza, dividete l'impasto in tre filoncini o, se preferite, in tanti panini. Maneggiando delicatamente i filoni od i panini posizionateli su di una teglia rivestita con carta forno. Ho provato a posizionare il pane direttamente su teglia antiaderente, senza carta, ma il risultato è stato deludente perchè il pane si è bruciacchiato incollandosi alla teglia! Mai più.
Nel frattempo accendete il forno a 250°. Quando il forno avrà raggiunto la temperatura infornate e lasciate cuocere per 25-30 minuti (i panini cuoceranno più velocemente e saranno sufficienti 15-20 minuti). Verso fine cottura controllate il colore del vostro pane perchè ogni forno funziona diversamente e a 250° in pochi minuti è facile passare dal "cotto a puntino" al "tizzone di carbone ardente"!
Che dire? Appena proverete questo pane non lo lascerete più, vuoi per la semplicità del procedimento, vuoi per la velocità della lievitazione, vuoi soprattutto per il risultato che vi permetterà di gustare il vostro pane anche nei giorni successivi, semplicemente scaldandolo un po' nel forno, giusto per togliergli un po' di umidità e per fargli ritrovare la sua fragrante croccantezza... Da provare.

giovedì 2 maggio 2013

Peperoni ripieni... a regola d'arte!

Ma quanto sono belli i peperoni? Come si fa a resistere al loro richiamo dai banchi della verdura! Sono così colorati, così sodi e lucidi,  ... e vogliamo parlare del loro profumo? Una vera tentazione. Sono buoni come contorno, nei sughi e con le carni, alle quali hanno il potere di conferire sempre un qualcosa in più.
Questa ricetta mi è stata richiesta espressamente dal cognatino Davide ed è un piacere per me regalarla anche a tutti voi, perchè il risultato è garantito, basta avere dei bei peperoni e del buon macinato.
Dopo cotti, se avanzano, si possono conservare per qualche giorno in frigo. Riscaldati tornano come nuovi, sempre morbidi e succulenti. Ottimi anche per un secondo pratico quando si hanno invitati a cena. Si infilano nel forno e si presentano fumanti a tavola, subito pronti da impiattare!
 
Ingredienti:
4 peperoni gialli di medie dimensioni
550 gr. di macinato scelto o misto (a seconda che vi piaccia più "light" o più saporito)
100 gr. di cipolla o di scalogno
30 gr. di burro
30 gr. di parmigiano o grana grattugiato
6 fette di pancarrè
2 uova
prezzemolo, aglio,
dado per brodo, poco latte,
olio extra vergine d'oliva,
spezie commiste, sape, pepe.
 
Privare del bordo esterno le fette di pancarrè ed ammorbidirle nel poco latte freddo.
Pulire i peperoni, tagliare un po' il picciolo e ricavare da ogni peperone due calotte grandi uguali. Svuotarle dai semi e dai filamenti bianchi e salarle internamente con del sale fino. Oliate leggermente una teglia antiaderente e posarvi sopra i mezzi peperoni con la parte incisa verso l'alto. Coprirli con un foglio di carta metallizzata e passarli in forno già caldo a 200° lasciandoveli per 20 minuti.
Nel frattempo mettete in una ciotola la carne tritata, le uova intere, il pane ben strizzato dal latte, il parmigiano, poco sale, pepe, un po' di spezie commiste ed impastare tutto con le mani.
Preparate un trito con la cipolla, una manciatina di prezzemolo ed uno spicchio d'aglio. Fate appassire il tutto nel burro e insaporite con il dado sbriciolato, aiutandovi, se è il caso, con qualche cucchiaio di acqua. Incorporate poi anche la cipolla stufata nel composto di carne.
Levate i peperoni dal forno, sgocciolateli, riempiteli con il ripieno preparato e collocateli in un recipiente che li possa contenere appena. Tritate un'altra manciatina di prezzemolo e distribuitela sui peperoni, irrorateli con un filino d'olio e passateli in forno caldo a 180° per circa 30 minuti.
Serviteli caldi.

giovedì 25 aprile 2013

La mia focaccia allegra

Stanca della solita pizza oggi ho fatto una bella focaccia, bella da vedere e buona da mangiare!
Inutile dire che è stata spazzolata in quattro e quattr'otto ma, fortunatamente, sono riuscita ad immortalarla.
L'impasto è stato preparato con questi ingredienti:
175 gr.di acqua
100 gr.di latte
100 gr.di farina 00 Molino Chiavazza
300 gr.di farina 0 Molino Chiavazza
100 gr.di farina di semola di grano duro Molino Chiavazza
25 gr. di olio extra vergine d'oliva
10 gr. di sale fino
1 cucchiaino di zucchero
25 gr.di lievito di birra
Sbriciolare e sciogliere il lievito in 75 gr. di acqua tiepida nella quale avremo sciolto il cucchiaino di zucchero e aggiungere poi 50 gr. di farina 00. Lasciare agire il lievito per circa mezz'ora. Aggiungere poi gli altri ingredienti liquidi ed infine le farine. Mescolare ed aggiungere come ultimo ingrediente il sale. Impastare e formare una palla che andrà unta con olio extra vergine d'oliva e depositata in una terrina abbastanza capiente da contenere l'impasto lievitato. Praticare un taglio a croce sulla superficie della palla. Il contenitore andrà coperto e protetto da correnti d'aria e spifferi. Io solitamente faccio lievitare dentro i forno spento.

Dopo circa 3 ore di lievitazione stendere la pasta con tutto il suo olio su di una teglia. Schiacciare bene la superficie con i polpastrelli, in modo da creare tante fossette che andranno poi unte con un altro filo d'olio. Guarnire con olive nere snocciolate tagliate a fettine e pomodori ciliegino Pachino tagliati a metà. Spolverizzare il tutto con origano, pochissimo aglio in polvere (io l'ho messo sui pomodorini), sale ed un altro giretto d'olio.
Lasciare lievitare ancora per una mezz'oretta e poi infornare in modalità "statico" a 180° per circa 30 minuti.

Dieci minuti prima di sfornare distribuire un po' di ricotta salata e tilsit grattugiati.
Sfornare e servire calda, tiepida o fredda... E' sempre buonissima!

 


lunedì 22 aprile 2013

Torta Limoncina

Ho portato a casa una cassa di limoni dalla Sicilia... Prima di distribuirne la maggior parte ad amici e parenti dovevo fare almeno un dolcetto. Ed ecco sfornata la mia torta limoncina!
Si tratta di un dolce profumato al limone, farcito e rivestito con crema pasticcera al limone, ulteriormente aromatizzata al limoncello e resa più spumosa e delicata dall'aggiunta di panna montata. La guarnizione è stata realizzata con fettine di limone caramellate mentre il bordo è stato rivestito con granella di pistacchi.
 
INGREDIENTI
Per la torta
250 g di zucchero
300 g di farina e amido di mais Molino Chiavazza (oppure 150 g di farina 00 e 150 g di maizena)
3 uova
140 g di olio di semi
170 g tra succo di 1 limone e latte
la scorza grattugiata di 3 limoni
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci
Montare i tuorli d'uovo con lo zucchero ed il pizzico di sale; aggiungere il latte ed il succo di limone ed in seguito la farina e l'amido di mais. Aggiungere a questo punto l'olio, le chiare d'uovo montate a neve e per ultimo il lievito setacciato. Infornare in modalità forno statico a 160° per circa un'ora.
 Per la crema al limoncello:
4 tuorli
150 gr. di zucchero
80 gr. di farina antigrumi Molino Chiavazza
500 ml di liquido formato da succo di un limone e, per quel che resta, da latte fresco intero
la buccia di 1 limone
mezzo bicchierino di limoncello
250 gr. di panna fresca
Preparate la crema pasticcera con i tuorli, lo zucchero, la farina, il latte, la buccia ed il succo di limone. Lasciate raffreddare la crema e solo quando sarà ben fredda aggiungere il limoncello e la panna montata.
Per i limoni caramellati
2 limoni
200 ml di acqua
150 gr. di zucchero
Lavare i limoni e tagliarli a fettine spesse 2 mm circa.
In una casseruola portare a bollore l'acqua con lo zucchero. Cuocere a fuoco dolce mescolando per far sciogliere bene lo zucchero. A questo punto abbassare la fiamma ed unire le fettine di limone.
Farle caramellare per 15 minuti circa, poi lasciarle raffreddare nel loro sciroppo. Scolarle e conservare lo sciroppo al quale andrà unito un po' di limoncello per utilizzarlo poi come bagna.

A questo punto non resta che montare il dolce.
Ho tagliato la torta in tre strati dopo aver eliminato il bordo esterno biscottato. Ho farcito di crema i due strati interni dopo aver bagnato ogni strato con la bagna. Ho ricoperto tutto con la rimanente crema. Ho guarnito con le fettine di limone caramellate (oltre ad essere buonissime sono anche facili da tagliare e ciò diventa importante quando si vogliono presentare  nel piatto delle fette di torta perfette) e tutt'attorno con granella di pistacchi di Bronte.

Zeppole al forno

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